Lino Banfi FORUM

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Vieni avanti cretino
Natale Lo Gatto
icon1  view post Posted on 8/6/2007, 17:47Quote

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La storia dell’imbranato Pasquale Baudaffi che, uscito dal carcere per un’amnistia, cerca, invano, ogni tipo di lavoro è soltanto un pretesto per una serie di sketch che imitano e forzano i cliché tipici della comicità d’avanspettacolo (la gag mimica, quella burlesca, quella fisica a base di schiaffoni e porte in faccia, quella erotica da commediaccia italiana anni ‘70-‘80, l’equivoco e lo scambio di camere da pochade, la situazione piccante/imbarazzante, le torte in faccia in puro stile slapstick, il momento vaudeville), esplicitamente omaggiata fin dal titolo che riprende la celebre battuta dei fratelli De Rege. Inserito all’interno di un genere spesso superficiale e comunque governato dalle sue rigide regole, uno dei capolavori non riconosciuti di Salce, praticamente perfetto nei tempi comici (spesso improvvisati) e genialmente intuitivo quando si tratta di dover mettere in scena l’ingenua comicità fisico-verbale di Banfi (come nella scena in cui l’incontro fra i due vecchi amici - il prete è interpretato da uno dei Brutos - che parlano un pugliese incomprensibile è sottotitolato in arabo!): l’accumulo di situazioni più o meno sempre uguali o comunque straviste non genera noia o prevedibilità, mentre la penetrazione psicologica si fa talvolta amara e in generale sorprendentemente acuta (nella rappresentazione, per esempio, di “una società impazzita e incomprensibile che intrappola il protagonista nelle sue follie quotidane”) e il discorso cinematografico assume plusvalori meta-artistici (come nell’incipit nel cesso-camerino o nel finale in cui compare lo stesso Salce a giudicare l’interpretazione di Banfi e l’intero film). Da ovazione, letteralmente, la scena nella fabbrica di cibernetica, dove il collasso fisico si lega indissolubilmente a quello mentale in un cortocircuito in crescendo drammatico che rimanda, insieme e di colpo, tanto al Chaplin di Tempi moderni quanto alla triste maschera keatoniana. Particina per Mireno Scali, il sosia toscano di Roberto Benigni dalla fama effimera; Moana Pozzi, invece, appare per ben due volte. La buffa canzone è cantata dallo stesso Banfi.


Guardate questa scena tratta dal film....



Edited by Natale Lo Gatto - 17/6/2007, 09:08
 
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Natale Lo Gatto
view post Posted on 17/6/2007, 07:51Quote

Utente cancellato






altra scena spassosissima di questo film!

 
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view post Posted on 18/6/2007, 17:57Quote


Visto pure questo! Il primo pezzo che hai messo è assurdo... il direttore è un folle proprio!

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view post Posted on 8/7/2007, 15:45Quote


Il film più estremo che ci sia.
La scena del computer è veramente assurda.
Da morire anche quella del caffè, quella dello studio dentistico e quella dell' incontro con il prete. :D

Dimenticato e muto

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Natale Lo Gatto
view post Posted on 5/9/2007, 08:14Quote

Utente cancellato






Ecco la mitica scena degli schiaffi....eheheheh

 
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view post Posted on 4/1/2008, 01:33Quote


L'ho rivisto la sera del 31. Da pisciarsi addosso dal ridere!

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6 replies since 8/6/2007, 17:47
 
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